Dai funghi delle tombe egizie a potenziali armi contro il cancro

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Quando si parla di funghi e infezioni mortali, molti oggi pensano subito a The Last of Us, la serie che ha portato sullo schermo un’umanità messa in ginocchio da un fungo mutato, capace di controllare il cervello umano. Fantascienza, certo. Ma non così distante da quanto la scienza reale sta scoprendo proprio in questi anni. Un esempio? Il fungo Aspergillus flavus, noto per essere stato rinvenuto sulle pareti delle antiche tombe egizie, tra cui quella di Tutankhamon. Un tempo temuto per i suoi effetti tossici, al punto da essere collegato alla leggendaria “maledizione del faraone”, oggi potrebbe diventare un potente alleato nella lotta contro il cancro.

Il fungo della “maledizione” che diventa medicina


Un gruppo di ricercatori guidato da Douglas Mitchell, biochimico dell’Università dell’Illinois Urbana-Champaign, ha recentemente identificato un composto prodotto dall’Aspergillus flavus capace di uccidere selettivamente le cellule tumorali, in particolare quelle della leucemia.

Questo fungo, sebbene tossico per l’uomo, contiene una serie di molecole chiamate RiPPs (Ribosomally synthesized and Post-translationally modified Peptides), piccoli peptidi che il fungo modifica chimicamente dopo averli prodotti, rendendoli potenzialmente attivi contro diversi bersagli biologici. Tra questi, i ricercatori hanno individuato un composto specifico, chiamato aspergilomicina A, dotato di un’elevata efficacia antitumorale.

“È raro trovare un composto naturale che mostri un’attività così potente contro una linea cellulare tumorale e nulla contro le cellule sane”, ha dichiarato Mitchell.

Immagine SEM del fungo Aspergillus flavus
Immagine SEM dell’Aspergillus flavus

Come si è arrivati a questa scoperta?


Tutto è iniziato quando il team di ricerca ha notato un’area nel DNA del fungo A. flavus che sembrava codificare una molecola finora sconosciuta. Clonando quella sequenza e trasferendola in un altro fungo più facile da coltivare in laboratorio, hanno potuto isolare la misteriosa sostanza. Grazie a tecniche avanzate come la spettrometria di massa e la risonanza magnetica nucleare, ne hanno determinato la struttura chimica: un RiPP complesso, modificato da un gruppo lipidico simile a quelli presenti nella pappa reale delle api.

Immagine che raffigura la preparazione di campioni liquidi in laboratorio
Preparazione di campioni in laboratorio

Ed è proprio questa modifica lipidica a renderlo speciale: aumenta la capacità del composto di entrare nelle cellule umane, dove si è dimostrato capace di fermare la proliferazione delle cellule leucemiche in modo simile a farmaci già usati clinicamente, come citarabina e daunorubicina.

Nonostante l’entusiasmo, siamo solo all’inizio. Serviranno ulteriori studi per verificare la sicurezza e l’efficacia dell’aspergilomicina A sugli esseri umani, ma i primi risultati sono straordinari. Si tratta di una delle prime molecole naturali di questo tipo ad avere un’azione così mirata e potente.

Fonte originale della notizia:
Nature Chemical Biology – “A class of benzofuranoindoline-bearing heptacyclic fungal RiPPs with anticancer activities”
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